Pescia e d’intorni: Vellano

Siamo pronti per nuove avventure. Oggi è la volta di Vellano, capoluogo delle dieci Castella della Valleriana o Svizzera Pesciatina.

La strada che dobbiamo percorrere è sempre la stessa. Partiamo da Pescia e ci dirigiamo verso Pietrabuona; arrivati al centro giriamo verso destra. È la direzione per raggiungere molti borghi, fra cui Sorana che abbiamo già visitato e Castelvecchio che vogliamo ancora andare a vedere.

Quasi subito dobbiamo affrontare un problema che senza dubbio dividiamo con altri turisti del bel paese, cioè la ricerca di un cartello stradale a confermare che siamo sulla strada giusta. Nel nostro caso la questione è complessa poiché ci sono otto cartelli stradali che portano, in effetti, verso otto piccoli paesini sparsi sulle colline. Dove sta il problema?

Il problema è che sembrerebbe in effetti la direzione per andare anche a Vellano ma manca il cartello. Che cosa vorrà dire? Si è perso? Forse è caduto? Che qualcuno l’abbia rubato? Abbiamo preso la strada sbagliata? Il comune aveva finito i soldi? Può darsi che ci venga chiesto un atto di fiducia? Un po’ in tutti paesi del mondo regna la legge che se dopo indicazioni iniziali non ve ne sono altre significa che dobbiamo proseguire sulla stessa strada fino all’arrivo a destinazione oppure fino al prossimo cartello stradale chiarificatore riguardo alla direzione da prendere. Un atto di grande, grandissima fiducia. Sarà il caso di attivare il GPS? Ma no! Se non dovessimo arrivare a Vellano, andremo dove ci portano il vento e la sorte.

La strada è ben asfaltata e bella larga, condizione non facile da trovare fra paesini di campagna e i cartelli “attenzione frana” ci ricordano che non solo la Toscana ma praticamente tutta l’Italia è soggetta a movimento del terreno.

Dopo qualche chilometro raggiungiamo in effetti Vellano che si mostra essere il più grande fra i dieci paesini della Svizzera Pesciatina. Ospita ben due ristoranti, almeno un bar e, naturalmente, un circolo. Il numero degli abitanti si aggira intorno alle duecento anime, molti stranieri e pochi anziani nati e cresciuti lì.

Prima di entrare nel paesino notiamo sulla destra un cartello di pietra, anzi di pietra serena; apprendiamo così che ci troviamo nel paese degli scalpellini. Insieme ad alcune regioni intorno a Firenze il paese di Vellano, infatti, è ricco di pietra serena, una pietra arenaria per lo più di color grigio, in Toscana molto usata sia nell’architettura sia nella scultura. Un centinaio di anni fa erano attive più di dieci cave con pietra serena di altissima qualità. Oggi c’è n’è rimasta una sola dove con l’aiuto di martello pneumatico si ricavano blocchi grossi da muratura e per realizzare capolavori decorativi destinati a durare nel tempo.

 

Ogni anno d’estate vengono invitati ispirati artisti da tutto il mondo a sfoggiare le proprie idee e la propria creatività. 

Le foreste intorno a Vellano sono ricche di funghi  tanto che durante la stagione tutta la zona si riempie di  cercatori che mai e poi mai svelerebbero i posti migliori dove trovare i gustosi e ricercati funghi porcini.

Ovviamente non manca la piccola sorgente dove approvvigionare tutta la famiglia con acqua purissima, ricca di sali minerali benefici per la salute. Almeno questo è quello che ci dicono.

Una passeggiata intorno e dentro Vellano vale sempre la pena perché il borgo è piacevolissimo e l’aria è fresca e pulita tutto l’anno. La vista, poi, ovunque ci si girl è mozzafiato.

 

Siamo stati  particolarmente attratti da una montagna ben visibile chiamata Penna di Lucchio. Alta 1176 metri domina maestosamente  le valli della Lima e della Svizzera Pesciatina. In passato era considerato luogo misterioso che ospitava streghe, fantasmi e altri figure favolose e  talora malefiche.  La nostra prossima uscita alla scoperta della Toscana è già pianificata…

 

Anneliese Rabl x

Farfalla di Toscana