Eccellenze toscane: terracotta

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Paragonata al marmo o al granito, la terracotta è sempre stata considerata una materia umile in quanto ottenuta da argilla grigia o bianca, depurata e cotta nel forno a legna. Già gli antichi Etruschi la usavano per  produrre embrici, mattonelle e tegole per le loro case. Successivamente, artigiani e artisti si sono accorti che la terracotta era un materiale davvero stupefacente. Di basso costo e facilmente reperibile poteva essere plasmata semplicemente con le mani e con la fantasia, senza nessun strumento particolare. Il materiale e la tecnica è piaciuta così tanto che oltre ad opere artistiche di buona qualità, la terracotta ha conquistato cucine e sale da pranzo con brocche, scodelle, tazze, piatti e quant’altro potesse servire in tavola.

Nel tredicesimo secolo i della Robbia, una famiglia di scultori Toscani,  ha portato la lavorazione della terracotta (e della ceramica) ad un livello mai visto prima. Questo non solo per la bravura nella realizzazione delle opere, ma anche grazie all’uso di ossidi metallici che permettevano di colorare il materiale una volta cotto e renderlo in questo modo ancora più bello e allo stesso tempo straordinariamente resistente nel tempo. Nella città di  Pistoia in Toscana è possibile ammirare molte opere dei geniali artisti.

Non lontano da Firenze, a Impruneta, si trova una qualità di argilla unica nel suo genere.  Molti artigiani aprirono le loro botteghe nella zona, che fra l’altro, era ricca di legno, fra cui rovere,  particolarmente adatto alla cottura dell’argilla. Come le porcellane di Meißen sono conosciute in tutto il mondo così le eccellenze di Impruneta   hanno conquistato gli amanti del genere in ogni angolo della terra.

 

L’inconfondibile colore rosso mattone dipende dai minerali contenuti nell’argilla stessa e dalla cottura ed era proprio la cottura alla quale bisognava dare la massima attenzione. Un fornaciaio bravo sapeva calcolare quasi ad occhi chiusi quale quantità e quale tipo di legno avrebbe fornito la giusta temperatura necessaria per sprigionare il colore rosso mattone per il quale le terrecotte di Impruneta sono diventate così famose. 

Gli artigiani  che ancora lavorano alla maniera tradizionale si contano sulle dita di una sola mano. Oggi, infatti, si adoperano forni elettrici che rendono il processo della cottura più facile è più sicuro. 

Avevamo sentito parlare dell’Antica Fornace Mariani M.I.T.A.L., nel cuore di Impruneta e alla prima occasione siamo andati a curiosare. Creazioni  a perdita d’occhio, opere d’arte, veri e propri gioielli su ogni terrazza, in ogni parco o giardino. Un po’ ovunque in tutta la bottega stanno pancali con orci, vasi e sculture ben imballati pronti per essere spediti oltreoceano. 

Oltre alla tecnica tradizionale della modellatura qui lavorano anche con la colatura. Con quale altro metodo si può ottenere lo stesso articolo perfettamente uguale riprodotto molte volte? L’argilla, debitamente preparata, raggiunta la giusta densità, viene colata dentro una forma di gesso e lasciata prosciugare. Successivamente si apre la forma e si estrae il modello pronto per essere messo in forno una volta ben asciugato. 

Uno dei proprietari ci ha dedicato un po’ di tempo per parlare dei piccoli segreti nella lavorazione e ci ha mostrato anche il forno e la legna da utilizzare per ottenere i risultati desiderati. 

  

Certo, siamo in terra toscana. Da che cosa si capisce? In primo luogo dalla sapienza con cui ci viene spiegata la lavorazione; il signore, classico esempio di toscano verace,  sa davvero di che cosa sta parlando. Poi dal fatto che, dalla terza frase in poi,  la nostra guida comincia a parlare di politica e di come il comune dovrebbe gestire meglio il territorio anche se sa che, essendo stranieri, non siamo proprio gli interlocutori più adatti. Infine da come difende la sua produzione che, ovviamente, è la migliore al mondo. Tutto questo, come se parlasse dei suoi figli o della sua squadra di calcio preferita: con un fervore, una passione, una serietà e una convinzione che ho trovato solo qui, in Toscana. Salute, lunga vita e mantenetevi così.

 

 

Anneliese Rabl x

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