Negli oliveti toscani

_88I3223 DPP

In Toscana tutto sembra essere bello.  Noi Nordici rimaniamo gradevolmente sorpresi  dal clima mite; difficilmente è necessario accendere il riscaldamento prima di Novembre e di solito, già a Marzo, le temperature permettono di lasciarsi riscaldare dai raggi del sole e non da gasolio, Gpl, metano o legna.

Altrettanto piacevole è vedere profumati agrumi, colorati di arancione e di giallo, kaki rosso chiaro, per il nostro palato insoliti ma squisitamente dolci e, sì, anche delle rose pallide, seppure un po’  meno odorose rispetto alla loro stagione di fioritura. Qua e là svolazza una farfalla ritardataria e ogni tanto si può osservare un calabrone, in volo irrigidito dal freddo relativo, ma instancabilmente in moto da pianta a pianta in cerca di corolle con nettare da portare a casa.

_88I3136 DPP

Quello che ci ha incuriositi ormai quasi dieci anni fa, quando siamo venuti in Toscana nel mese di Ottobre,  era il lento coprirsi del terreno di metri e metri di reti più o meno fitte, spesso di color beige ma anche arancione, verde e nero. Presumevamo  che servissero per la raccolta di olive, visto che venivano piazzate negli oliveti sotto e intorno agli alberi, ma non riuscivamo a capire il criterio. Era tutto un mondo da scoprire; a volte sembrava che ci fosse un vero architetto al lavoro, altre volte la sistemazione appariva  alquanto approssimativa. Raramente ci era anche capitato di vedere reti fissate con l’aiuto di stecche di bambù in modo che non toccassero terra.

Anche noi abbiamo alberi di olivo e prima o poi avremmo sicuramente preso in considerazione di raccogliere le drupe per aver il nostro olio. Perciò ci era sembrato logico farci spiegare il mistero dietro la disposizione delle reti.

In linea generale, così ci hanno detto,  si mettono le reti in modo e maniera da perdere meno olive possibile. Infatti, dal mese di ottobre in poi cominciano ad essere mature e basta poco vento per farle cadere, nella rete, se è stata messa;  altrimenti per terra, con la conseguente perdita del frutto. Più precisa è la distribuzione della rete, più probabile è che il proprietario dell’oliveto venda il suo olio o che lo usi per una grande famiglia con un conseguente importante bisogno di una delle materie prime toscane per eccellenza. Ogni drupa conta! Certo, a volte può anche semplicemente trattarsi di un proprietario dal carattere attento  e scrupoloso. Questa categoria, di solito, taglia l’erba minimo due, spesso tre volte: a  primavera, a inizio estate e prima della raccolta, una vera impresa se consideriamo che gli oliveti spesso superano i quattro, cinque ettari; quattro, cinque campi di calcio, per intenderci …

Poi passiamo  ai “raccoglitori della domenica”, cioè coloro che posseggono un oliveto senza però esservi attaccati più di tanto. Quelli, insomma,  che mettono la rete un po’ così, come capita, senza particolare attenzione se un’oliva o due si perdono.  L’erba, di solito, viene tagliata una volta.

_88I3213 DPP

Infine esiste la categoria di quelli che hanno optato per l’olio Bio, una scelta che significa fra l’altro niente erbicida o concime chimico e una  raccolta di olive che non hanno toccato terra. Per noi è sempre rimasto un enigma quante volte tagliano l’erba;  il terreno dei loro oliveti sembra  un tappeto liscio liscio sul quale nessun’erbaccia osa spuntare.

Quest’anno abbiamo deciso di buttarci pure noi in quest’avventura e di vedere se saremmo riusciti a portare a casa il “nostro” primo  olio extravergine di oliva. E’ vero che non avevamo tagliato l’erba tre volte; è corretto che non abbiamo distribuito le reti ad arte ma piuttosto come siamo riusciti, visto che il nostro oliveto non è per niente pari ma presenta dei dislivelli notevoli; non abbiamo, tuttavia, usato erbicida o concime chimico.

_88I3222 DPP

Le nostre olive non hanno toccato terra per più di mezz’ora perché, albero dopo albero, abbiamo immediatamente ripulito le drupe dalle foglie e le abbiamo sistemate in apposite cassette che sono state portate il  giorno stesso (e non dopo due, tre giorni come spesso capita) al frantoio.

L’olio ci sembra assolutamente fantastico (tutti i proprietari di oliveti lo dicono del loro olio)! Chi fosse incuriosito da questo mondo a dai suoi prodotti è pregato di contattarci via e-mail: info@farfalladitoscana.it.

IMG_1595

Anneliese Rabl x

logo_grigio