MURABILIA, Lucca (Toscana) Settembre 2015

MURABILIA, Lucca (Toscana) Settembre 2015

Giunta alla quindicesima edizione, Murabilia o Murainfiore  si conferma uno degli eventi italiani più attesi da appassionati del verde, botanici, collezionisti di piante rare e da tutti gli amanti del mondo di Flora.

Anneliese Rabl x

Nei campi e nei prati toscani…

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Tutti gli anni verso l’estate, una buona parte dei prati Toscani si riempie di una pianta dai fiorellini bianchi raggruppati in ben proporzionati ombrellini di media misura. Sembra trovarsi a casa sua dappertutto e, infatti, non ha nessun problema nello stare all’ombra, al sole, o in luoghi aridi. Anzi, più manca l’acqua e la mano dell’uomo che ogni tanto passa un frullino, più cresce felice.

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Non ne conoscevo il nome e, per dire il vero, non ricordo se nel Nord Europa cresca o meno. Mi era invece sembrato davvero singolare come l’ombrello, una volta caduti i fiorellini bianchi, si chiudesse a forma di nido d’uccello che, a sua volta, ospita dei piccoli insetti rossi a strisce nere, in Toscana “diavolini”, che hanno pensato bene di trasformare la strana costruzione  in abitazione. Vi dormono, trovano protezione dal vento e, dopo averli fotografati molte volte, oserei dire che lo vivono come il loro nido d’amore.

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Ho scoperto che è la carota selvatica, una specie spontanea dalla quale provengono tutte, proprie tutte le varietà che oggi si trovano negli orti, nei negozi di verdure e nella grande distribuzione. Carote bianche, viola, nere, gialle, arancione, longilinee, tozze, rotonde, allungate, tutte quante hanno come genitore questa insospettabile radice biancastra, bruttina, ma dal profumo di carota così intenso che nessuna varietà attualmente in vendita è in grado di eguagliare.

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Si potrebbe affermare che le carote sono un cibo prezioso per l’umanità, pari o quasi al grano, al riso o alle patate, tanto che le ricette sono sorprendentemente varie. La fantasia dei cuochi sembra non esaurirsi mai. Mentre al Nord, così mi ricordo, vengono spesso servite con piselli in salsa bechamel, in Toscana si preferisce preparale stufate o al forno, sempre e rigorosamente con una presa di zucchero come per sottolineare: se è una verdura dolce, aiutiamola ad esserlo davvero…!

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La nostra casa madre in Russia coltiva già da qualche anno carote biologiche molto apprezzate. Noi della Farfalla di Toscana, no; e non abbiamo neanche intenzione di preparare, confezionare e vendere carote. Volevamo però lo stesso capire quale potesse essere un modo saporito e tipico di servirle. La ricetta di carote stufate al forno con prosciutto crudo toscano, quello salato e molto saporito, ci è sembrata perfetta. Al posto del prosciutto va benissimo anche la pancetta. Veloce, semplice e davvero squisito!

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Carote con prosciutto crudo toscano (per 3 persone)

400 gr. di carote

100 gr. di prosciutto crudo toscano

2 cucchiaio di olio d’oliva

Noce moscata

Sale

Pepe

Zucchero

Pelare le carote e tagliare a pezzetti di circa cinque centimetri. Portare abbondante acqua a bollire, tuffarvi le carote e lasciare bollire fino a quando non siano cotte al dente. Togliere dall’acqua, lasciare leggermente raffreddare e avvolgere con le fette di prosciutto crudo toscano. Riscaldare l’olio di oliva in un tegamino, aggiungere le carote, cospargere con un velo di zucchero e fare cuocere per altri cinque minuti circa a media temperatura. Quando il prosciutto risulta croccante, togliere dal fuoco, sistemare su un piatto di portata e servire.

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Curioso e interessante da sapere: le carote sono radici a fittone, perciò la parte commestibile di questo vegetale si trova ben protetta sotto terra, dove mantiene inalterate tutte le sue ricchissime qualità nutritive. Questo permette alla radice di tenere duro anche in condizioni decisamente avverse, in attesa che si presentino momenti più favorevoli per crescere e raggiungere la giusta dimensione per essere raccolte.

Ultimo ma non ultimo. Gli antichi insegnano che la radice sminuzzata, ridotta in poltiglia e spalmata  su una puntura d’insetto, ha un notevole potere calmante. Siamo fortunati. Non importa portarsi appresso una vanga per tirare fuori la radice e un coltellino da cucina  per sminuzzare la polpa quando andiamo a fare una passeggiata. Un piccolo stick con ammoniaca reperibile in farmacia da portare comodamente in tasca risolve il problema. Bentrovato ventunesimo secolo!

Anneliese Rabl x

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